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che poi, al netto di sacrosante analisi complessità e livelli vari, è (quasi) tutto lì. 

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Un no anzi, spiegato bene QUI (click) da Amelie F. Constant.

(spinoza un po’ duro, ma a volte rende bene l’idea)

Multicolors by M_NGN on Flickr.
che poi niente, a volte è tutto un po’ muoversi a tentoni e tentativi, in modo scomposto e scoordinato, anche un po’ ridicolo, come (tra)ballare. Formicolii sconforti e poi si può e poi di nuovo e. 
3 minuti e 01 per tenere il tempo con la testa e musichetta che non c’entra (nulla) in valigia ma male non fa. Radio in macchina e shazam perché non dicevano il titolo.http://www.youtube.com/watch?v=HC1MmjPu3Xo

la prima cosa che ti dicono appena metti piede lì è che la verità in politica non esiste, ogni cosa è visualizzabile da diversi lati, le cose che ritrovi annotate su libri che non c’entrano nulla. Niente a che vedere con la verità giornalistica o scientifica, fatti, dati, dimostrazioni, 2+2 fa sempre 4, George Orwell docet. Ma, forse, senza “paradigmi unici” intoccabili.

Abbiamo esaurito le risorse rinnovabili disponibili, in 8 mesi. 

Lo stiamo facendo da anni, in realtà. “La situazione di debito ecologico risale tuttavia gia’ agli anni Settanta, e oggi l’86% della popolazione mondiale vive in Paesi il cui consumo di risorse naturali e’ superiore a quello che i loro ecosistemi sono in grado di mantenere.”

Prima o poi ci penseremo.

(Internazionale e agenzia Asca)

Una bella iniziativa svedese ma esportabile, cene anti-barriere. Conoscere(si) è forse la cura migliore a diffidenza e pregiudizi.

Articolo intero qui.

pool party by ingemarstenmark on Flickr.
(ecco)
"Rimandare un dolore è forse una delle cazzate più grandi che si possa fare, ecco."

Sebastiao Salgado, “dalla mia Terra alla Terra”, Contrasto.

E’ un fotografo, famoso, e parla di fotografia, luce, modelli di macchine, diaframma.  E però mai di ‘soggetti da fotografare’,  mai col piglio da ‘andiamo all’ultimo vernissage’ di nicchia che più non si può, ma neanche il contrario, sembra solo vero.

Parla di viaggi, politica, idee, convinzioni sconvolte o resistenti o evolute nel tempo,alla prova dei fatti, di dignità umana, ambiente, voglia di vedere e di far conoscere, provare a capire; della sua storia personale, e di cosa sono per lui tutte le parti che la compongono.

In un articolo uscito tempo fa raccontava di quanto si fosse sentito svuotato dopo i reportage nei quali aveva ritratto tragedie umane senza fondo: sofferenze, genocidi, fame. Era ripartito con ‘Genesi’, un’altra serie di reportage, ma questa volta naturalistici, e ripiantando alberi, nel suo Brasile.

La fotografia può piacere o meno, soprattutto oggi bombardati o bombardando gli altri di immagini di ogni dove. Si può condividere o meno anche l’idea del ritorno alla natura (“e tutte quelle cose lì”), ma è una bella storia, e una storia di storie, con un punto di vista. Senza vetrine e senza “soggetti da”, senza voyerismo, solo una profonda voglia di andare a vedere coi propri occhi e raccontare. 

[Migrazioni, Lavoro, guerre, ingiustizie, natura. Fotografare per dire, non per violare la dignità o incorniciare il mondo. Percorsi dentro e percorsi fuori, uniti all’occhio di chi sa cogliere il curioso o la fiducia nel dramma o di lasciare in silenzio, quell’attimo esatto in cui si resta immobili, davanti alle immagini dure ma reali. Fino alla natura, comunque la si viva. Se si ama la fotografia, merita parecchio anche quella.]

Grazie per la visita, Elisa